Lug. 30, 2010

Di ritorno da Bertinoro (Forlì) per la scuola di Politica della Fondazione Democratica fondata da Walter Veltroni e dopo la scissione del PDL con l’espulsione di Fini e dei suoi fedelissimi dalla maggioranza di Governo mi fa veramente incazzare e voglio usare toni forti e duri per tanti motivi…

Siamo in una profonda crisi economica e proprio ieri è stato approvato al Senato il sistema di riforma dell’Università e in particolare è stato approvato un sistema che da Borse di Studio al Merito indipendentemente dalla fascia di reddito. Mi dispiace ma non posso accettare questo sistema di borse di studio per ordini di ragioni giuridiche e soprattutto reali. Le ragioni giuridiche stanno nel secondo comma dell’art. 3 della Costituzione e nell’art. 34 della costituzione che garantiscono ai meno abbienti i più alti gradi di istruzione. Le ragioni di carattere reale sono sotto gli occhi di tutti. E’ ovvio che questo sistema finanzi di più gli studenti più ricchi perchè possono permettersi Lezioni Private, di andare nelle università private (dove “casualmente” le valutazioni sono più alte) e l’esperienza mi insegna che hanno anche più serenità nello studio. Vorrei anche aggiungere che già adesso è difficile avere una assegnazione di Borsa di Studio (specie per studenti di Primo anno) e soprattutto non è semplice per una famiglia di un ceto sociale basso continuare gli studi. Voglio anche aggiungere un’altra cosa che ho vissuto nella mia esperienza personale: Quest’anno sono stato assegnatario di Casa dello Studente dall’ERSU di Catania e siamo stati un intero anno senza servizio mensa (che mi toccava di diritto e gratuitamente in quanto vincitore di Borsa di Studio) e in più in pieno inverno siamo stati parecchi giorni senza acqua calda… Lascio a voi i commenti… Io aggiungo una sola cosa… manderei ai Figli del Ministro Gelmini in una casa dello Studente senza acqua calda o mangiando alla meglio… Voglio dire con forza che ho il diritto di studiare, di migliorare la mia condizione sociale perchè sono consapevole delle mie capacità nonostante sia figlio di operaio e di una famiglia monoreddito e la nostra è una delle tante famiglie che sta subendo la crisi e che di certo non ha prodotto. Senza quelle due lire di borse di studio e con l’aumento spropositato delle tasse universitarie (grazie al Taglio della Legge 133/2008, legge che ha anche abolito l’ICI) si mette in serio rischio la mia prosecuzione negli studi e di tanti studenti universitari.

Continuo nel mio sfogo perchè è inaccettabile sentire dire certe cose come la questione FIAT: non può fare quello che vuole. Se oggi esiste un ceto medio, se gli operai possono vivere dignitosamente è perchè esiste un contratto collettivo vincolante, se esiste l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, se esiste l’intero Statuto, se esiste una normativa imperativa e inderogabile a tutela dei lavoratori. Ma negli ultimi anni dal 2001 in poi è iniziato un sistema di erosione del sistema che ha portato prima ad una generazione di “precari a tempo indeterminato” e adesso a completa cancellazione dei diritti dei lavoratori. Prima la FIAT detta un diktat rimaniamo a produrre auto a Pomigliano D’Arco alle nostre condizioni (niente pause tra i turni di lavoro niente sciopero e l’art. 40 della Costituzione???, 80 ore di straordinario gratis, alias Modello CINA) oppure ce ne andiamo in Polonia con un chiaro sistema di Dumping Sociale non sanzionato nemmeno dall’UE. Adesso se ne esce con la creazione di una nuova società così da svincolarsi da alcune norme protettive a favore dei lavoratori subordinati e successivamente si svincola dal contratto collettivo nazionale di Categoria. Il tutto nel silenzio generale… Fosse successa negli anni Sessanta una cosa di questo tipo, sarebbe scoppiata la rivoluzione e adesso?? Nulla… la gente si lamenta e basta…

La classe politica è inesistente, abbiamo un governo che pensa solamente a tutelarsi da se stesso e basta… è impossibile tutto questo… abbiamo bisogno di un cambio di rotta forte… Solo se ci coalizziamo possiamo cercare di risolvere questo problema e che non rimanga uno scopo…

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Da stasera a mezzanotte si inizerà con questa nuova avventura. Comincierò a seguire le vicende di Lentini, Carlentini e Francofonte per questa nuova web-tv interattiva. E’ interattiva perchè anche tu puoi inserire i tuoi contenuti, non è la classica televisione online nella quale vedere i contenuti. Ha ben sei canali, dei quali uno solo generale e 5 tematici. Che dirvi di più? Non vi tolgo l’appetito e seguite www.webmarte.tv

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Il Quarto Stato: Quadro simbolo delle Lotte Sindacali

Il Quarto Stato: Quadro simbolo delle Lotte Sindacali

Il Primo Maggio è storicamente la festa di tutti i Lavoratori e dei traguardi raggiunti che la collettività organizzata e sindacale dei lavoratori ha conquistato, soprattutto in campo economico e sociale. L’orgine della Festa risale al 1884 con una festa dei lavoratori con l’istituzione della giornata negli Stati Uniti d’America e nel 1889 fu istituita in Italia successivamente alla conquista della giornata lavorativa di otto ore. Tale festa fu abrogata durante il Ventennio Fascista, in quanto l’ordine corporativo non poteva accettare tali conquiste di lavoratori ma solo strapotere del Partito Fascista e dei poteri a lui collegati. L’approvazione della Carta Costituzionale, a forte impronta lavorista, ha ripristinato la giornata con tutti i diritti che ha portato la Costituzione ai lavoratori come il Diritto costituzionale allo Sciopero (art. 40), la libertà sindacale (art. 39) e il patto fondativo della Repubblica sul Lavoro (art. 1) con tutta la legislazione che è stata costruita negli anni post - costituzionali citando due norme come la Legge 604/1966 sui licenziamenti individuali e la Legge 300 del 1970 meglio conosciuto come Statuto dei Lavoratori e in particolare il suo art. 18 tanto discusso, tanto criticato e altrettanto lodato. Nella nostra Sicilia è doveroso ricordare la Strage di Portella Della Ginestra quando il Bandito Salvatore Giuliano e i suoi scagnozzi spararono su un corteo di duemila lavoratori uccidendone undici e ferendone molti.

Ai giorni nostri la Festa del Primo Maggio è più famosa per la scampagnata fuori porta e per il Concertone del Primo Maggio che i sindacati Confederali organizzano a Roma raccogliendo centinaia di migliaia di persone a Piazza S. Giovanni a Roma dal 1990.

Adesso voglio lanciare una provocazione: il 10 Settembre festeggiamo la Festa dei NON - LAVORATORI, ciò che siamo dopo sette anni di Legge Biagi. Il D. legislativo 276 del 10 Settembre 2003 ci ha reso precari a tempo indeterminato, distruggendo di fatto cinquant’anni di Legislazione lavoristica rendendoci nuovamente ostaggi dei datori di Lavoro. Diamo un segnale forte alla collettività, contestando la nostra situazione di disagio e avendo eliminato tutte le nostre certezze.

10 Settembre: Festa dei NON - LAVORATORI, ciò che siamo dopo Sette anni di Legge Biagi.

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