Ago. 20, 2008
CITTÀ DEL VATICANO - Famiglia Cristiana paventa il rischio di un ritorno del fascismo in Italia. Ed è subito scontro con il governo. Il settimanale cattolico, in un editoriale firmato da Beppe del Colle, è tornato all’attacco dell’esecutivo citando un rapporto dell’organizzazione Esprit, augurandosi che «non sia vero il sospetto» che in Italia stia rinascendo il fascismo «sotto altre forme». Non si è fatta attendere la replica degli esponenti del governo: «Di fascista oggi in Italia ci sono soltanto i toni da manganellatore che Famiglia Cristiana consente di usare a Beppe Del Colle» ha replicato Carlo Giovanardi (Pdl), sottosegretario con delega per la Famiglia. «Per fortuna gli argomenti usati e le immagini evocate si squalificano da sole, mentre rimane il rammarico che un settimanale che entra in tutte le Parrocchie italiane tenti di coinvolgere una parte del mondo cattolico in una campagna connotata da pregiudizi e livore ideologico senza precedenti». «TORNA ALLA MENTE FOTO DEL BIMBO EBREO DAVANTI AI NAZISTI»- Famiglia Cristiana, respingendo le accuse di «cattocomunismo» lanciate da esponenti del centrodestra, critica le misure varate dal governo in tema di sicurezza, soprattutto «la sciocca e inutile trovata di rilevare le impronte digitali ai bambini rom» e ricorda come in Europa sia tornata alla mente, «come un simbolo», la foto del bimbo ebreo nel ghetto di Varsavia con le mani alzate davanti ai nazisti delle famigerate Ss. «Per questo il Parlamento di Strasburgo e il Consiglio europeo hanno protestato. Esprit ha scritto che gli italiani sono incredibilmente duri contro i romeni e gli zingari. Sarà incredibile, ma è vero. Speriamo - conclude Famiglia Cristiana - che non si riveli mai vero il suo sospetto che stia rinascendo da noi sotto altre forme il fascismo»
«CRITICHIAMO QUANDO CI SEMBRA GIUSTO» - «Siamo stati, siamo e saremo sempre in prima linea su tutti i temi eticamente irrinunciabili: divorzio, aborto, procreazione assistita, eutanasia, “dico”, diritti della famiglia; abbiamo condannato l’inserimento dei radicali nelle liste del Pd. E ora basta», si legge nell’editoriale sul numero in edicola questa settimana. «Non siamo mai cambiati - aggiunge del Colle - nel modo di affrontare le realtà del mondo con spirito di cristiani. Eppure, di tanto in tanto arrivano lettere: siete cattocomunisti. Perchè? Perchè critichiamo l’attuale Governo, come abbiamo fatto con tutti i Governi, anche democristiani, quando ci sembrava giusto e cristiano farlo».
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Ago. 20, 2008
CATANIA - È stato tolto alla madre e affidato alle cure paterne. Motivo? Militava nelle fila di Rifondazione Comunista. La decisione è dei giudici di Catania. Lui è M. P., 16 anni, residente nella città etnea. Circolo Tienanmen, tessera dei Giovani comunisti, trovata dal padre, fotocopiata dai servizi sociali, allegata all’ordinanza del Tribunale di Catania, prima sezione civile, per dimostrare nella causa di affido che la madre non sa badare all’educazione del ragazzo il quale ha “la tessera d’iscrizione a un gruppo di estremisti”. Insieme a M. P. è stato tolto alla madre anche il fratello più piccolo. Elencati nel dossier del tribunale ci sono la tessera, con il costo dell’adesione, il faccione di Che Guevara e la fede nella rivoluzione riassunta nella frase “No soy un libertador, los libertadores existen, son los pueblos quienes se liberan”. C’è inoltre la parodia di una canzone dei Finley “Adrenalina”, ode alla cocaina, riferimenti che mandano in tilt un padre come una madre. Mamma Agata, medico ospedaliero, è disorientata. Il Tribunale la obbliga intanto a versare 200 euro al mese al marito per il mantenimento dei figli, a lasciare la casa nel comune etneo dove la famiglia risiedeva. Nel più pessimista dei suoi incubi, racconta, si aspettava un affido condiviso. Non è disposta a riconoscere argomenti e legittimità delle richieste paterne, che invece ci sono. E il figlio? “Va al mare e studia, ha avuto tre debiti al penultimo anno del classico, greco, latino e filosofia, d’altra parte come può essere sereno con questa guerra in atto?”.
Ditemi voi se ormai è possibile vivere con la propria identità politica e poi il presidente del consiglio dice che le toghe italiane sono tutte rosse. (lasicilia.it)
