Stop alle trattative tra sindacati e la Cai, la nuova compagnia aera che dovrebbe subentrare alla Alitalia. «Dopo sette giorni» per la Cai, «non ci sono le condizioni per proseguire le trattative». Un duro stop, anche se non sembra ancora arrivato il momento della rottura formale nella difficile ricerca di una intesa con i sindacati. Per questo, la Cai «non parteciperà a nessun tavolo». In mattinata è stato fatto rientrare dalla sede della Magliana il team incaricato di svolgere il lavoro di due diligence legato all’offerta. La due diligence è stata interrotta, anche se l’offerta non è stata formalmente ritirata.

Il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini, ha fatto sapere che la disdetta dei contratti e l’avvio delle procedure di mobilità dei dipendenti Alitalia non è stata formalizzata, anche se è già stata annunciata. Per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, «la situazione è critica ma non definitiva», anche se «il margine di mediazione alle condizioni attuali credo sia esaurito». Il confronto resta ancora formalmente aperto. I sindacati lo hanno ribadito e la Cai, pur asserendo che non parteciperà a nessun tavolo, ha però precisato che non ha ritirato l’offerta.

Da indiscrezioni emergono i dettagli del piano di esuberi: 870 piloti, più 130 delle attività cargo da esternalizzare; 1.600 assistenti di volo. Tra ammortizzatori e esternalizzazioni i lavoratori coinvolti sono oltre cinquemila. Sul numero degli esuberi «i conti non tornano», ha detto il presidente dell’associazione degli assistenti di volo, Avia, Antonio Divietri, spiegando che «in Alitalia ci sono 21mila dipendenti come forza media puntuale, cioè gente che oggi è in produzione. Se il piano di Cai prevede di acquisire 11.500 dipendenti fra Alitalia ed Air One, i conti non tornano».

«Comincio a sospettare che il vero piano di Cai si quello di far fallire Alitalia», ha detto Giuseppe Caronia, segretario della Uil trasporti, che ha aggiunto: «Non si capisce infatti la loro ostinazione a rifiutare l’ampia disponibilità offerta dal sindacato con proposte incredibilmente vantaggiose che sono state buttate via». Poi ha ribadito: «vogliono farla fallire per raccoglierla con il cucchiaino e con condizioni più pesanti per i lavoratori».

«Vogliamo fare un accordo che rilanci l’azienda», ha spiegato il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, che ha osservato: «La nostra posizione è sempre la stessa». Il segretario della Uil ha aggiunto: «Sappiamo benissimo che ci sarà un problema di esuberi, sarà necessario un aumento della produttività con un maggior carico di lavoro per un minor numero di persone. Ma non riteniamo accettabile meno salario».

Il ministro del Lavoro ha indicato che il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi potrebbe avviare le procedure per la mobilità dei dipendenti «perché è tenuto a farlo». Intanto, il presidente di Cai Roberto Colaninno e l’ad Rocco Sabelli, l’ad di Banca Intesa Corrado Passera, ed il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi,si sono recati a Palazzo Chigi.

Posted by Antonino Landro in Senza categoria

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