Ieri sono stato eletto Primo Segretario dei Giovani Democratici di Lentini, questa elezione secondo me è un punto di partenza e non di arrivo perchè adesso ho una responsabilità importante che è quella di fare crescere questa organizzazione giovanile e portare avanti i punti del Documento Politico da me presentato ieri e anche di capire se le istanze dei giovani di questa Città sono altre. Saverio mi ha consigliato di avere spirito critico nella organizzazione della giovanile, faccio tesoro di un consiglio di una persona che ha già avuto questo incarico e che per me è stata importantissima nella mia crescita politica. Non faccio altri nomi non per mancanza di rispetto nei loro confronti ma l’elenco dovrebbe essere troppo lungo. Il Dibattito ma soprattutto la platea di ieri mi ha ridato una carica che ogni tanto si diminuisce. Ribadisco che questo è un punto di partenza per creare una città Normale come affermato nella mia relazione di ieri. Adesso vi inserisco qui la mia relazione di ieri.

Relazione a sostegno del Candidato segretario dei Giovani Democratici di Lentini
Antonino Landro

“I Giovani Lentinesi tra Legalità e Sviluppo”
Tesi 1 – Cosa Siamo…
Sono passati tre anni da quando abbiamo fatto la scelta di creare questo soggetto politico. Abbiamo scelto il Partito Democratico perché credevamo di costruire il più grande soggetto politico riformista del Panorama politico italiano. Abbiamo scelto di stare nel Partito Democratico perché volevamo costruire un partito per chi avrà trent’anni nel 2020. Siamo stati coraggiosi perché mentalità ed idee diverse cominciarono a stare sotto la stessa casa; personaggi politici che in passato erano fortemente in contrasto si trovarono sotto lo stesso simbolo politico. In questi anni abbiamo avuto un partito fortemente distante dalla gente e dai problemi della gente. Le primarie dei Giovani Democratici ci riaccesero la speranza: migliaia di giovanissimi dai 14 ai 29 anni hanno fatto la fila per darci la loro fiducia per la costruzione di una giovanile che fosse rappresentante delle loro istanze. Ma non è stato così, il ritardo nella celebrazione di questo congresso è la dimostrazione di questa grave situazione all’interno del nostro partito e della nostra giovanile. Ma non vogliamo mollare; essere qui oggi è la dimostrazione della nostra perseveranza, di credere a questo partito, di candidarci a governarlo. Continuiamo a credere a questo partito per le nostre idee socialdemocratiche e riformiste, non vogliamo tornare indietro ma andare avanti e costruire una giovanile che sia capace di capire le istanze di tutti i giovani: dagli studenti ai giovani lavoratori, dalle giovani coppie che vanno a sposarsi ai giovani costretti a non potere adempiere a questo impegno perché se hanno un lavoro, è precario.
Quello che ci distingue è la nostra idea socialdemocratica della Società, non lasciandoci trascinare da facili estremismi o da spinte di liberismo esasperato.
Veniamo da due organizzazioni che si sono sempre distinte per capacità ed impegno politico, per questo vogliamo recuperare il gap di questi anni.
Vogliamo la tradizione ma anche l’innovazione, siamo la generazione di Internet, dei social network e vogliamo sfruttare questi strumenti per accrescere il consenso tra i giovani.
Ci candidiamo a governare questo partito perché crediamo di avere le giuste capacità per farlo: non vogliamo fare alcuno scontro generazionale ma vogliamo semplicemente la dignità politica che ci spetta.
Tesi 2 – Un governo nazionale che pensa a se stesso…
Stiamo vivendo una situazione politica nella quale è in serio rischio la democrazia italiana: la Carta Costituzionale è continuamente attaccata, considerata vecchia e inadeguata, i giudici considerati talebani perché indagano su qualche presunto “intoccabile”, il Parlamento svuotato delle sue funzioni, le regole che disciplinano la sovranità popolare non rispettate e boicottate.
Il Governo Nazionale da priorità al legittimo impedimento e al Lodo Alfano Costituzionale piuttosto che ai veri problemi degli Italiani: stiamo vivendo una grande crisi economica, la più grande che ci sia mai stata dal dopo – guerra ad oggi e il governo accetta il diktat di Marchionne e gli operai di Termini Imerese non sanno che fine faranno tra un anno. La crisi investe tutte le nostre famiglie, soprattutto quelle mono – reddito come la stragrande maggioranza delle famiglie del Sud – Italia ma il governo non c’è, non si assegnano risorse al Welfare ma preferisce darli agli evasori fiscali o ai proprietari di Ville tagliando l’ICI.
Vogliamo che si taglino le imposte sul lavoro dipendente, perché sono anni che salari e pensioni sono svuotati del loro potere d’acquisto e nel nostro Paese su tutto si tagliano tasse tranne che sul lavoro sudato che permette di portare un pezzo di pane a casa.
Il governo decide di non investire più sul futuro ma preferisce tagliare 8 miliardi di euro nella spesa per l’istruzione pubblica mentre non vengono toccati i finanziamenti diretti e indiretti per le scuole private.
Le scuole pubbliche crollano a pezzi fisicamente ed economicamente, non hanno più soldi per pagare le supplenze, per i corsi di recupero, per gestire la normale amministrazione di una scuola. Non vengono dati contributi a meritevoli e bisognosi ma solamente attraverso i sistemi dei Buoni – Scuola per la dimostrazione delle spese sostenute. Abbiamo il diritto costituzionale di andare a scuola, di andare all’università, di proseguire gli studi, di decidere il nostro futuro ma questo non ci è permesso da un governo nazionale liberista che ha paura della nostra cultura, del nostro sapere. La pseudo-riforma dei cicli recentemente approvata non è altro che un disegno per renderci più ignoranti e per tagliare fondi a un investimento per il futuro: si tagliano le ore di Italiano, Storia, Geografia e Diritto. Insegnamenti che servono a crescere nella vita di tutti i giorni.
Si è deciso di dare priorità ad altro. Si è deciso di fare lo scudo fiscale, a vantaggio degli evasori fiscali. Si è deciso che al momento dell’assunzione un lavoratore può dichiarare di non fare causa al lavoratore ma solo impugnarlo attraverso la conciliazione. Il Disegno di Berlusconi è quello di 15 anni fa: creare un liberismo esasperato che non abbia precedenti, che abbandoni coloro che sono delle classi sociali più basse.
Lo stesso si può dire nelle politiche dell’immigrazione: non si crea un integrazione sociale ma si creano limiti per l’accesso anche nelle scuole pubbliche con il tetto del 30% degli stranieri per classe.
Noi siamo la generazione dei precari a tempo indeterminato, vogliamo che si superi tale condizione perché vogliamo costruirci una vita nostra e non vogliamo essere relegati come dei bamboccioni che vogliono restare a casa solo perché non vogliamo fare nulla. Non accettiamo le provocazioni del Ministro Brunetta che ci vuole dare 500 euro a chi lascia la propria famiglia togliendole alle pensioni, perché chiederei al Ministro dove sono le condizioni economiche e sociali per poter vivere da soli e se con 500 euro al mese si può vivere dignitosamente. Siamo la prima generazione che anziché vedere migliorare le condizioni di vita, vediamo peggiorarle e questo perché il liberismo non funziona e non ci da le giuste garanzie. Vogliamo garanzie di lavoro, ammortizzatori sociali sul modello scandinavo, una scuola che ci dia cultura e non ci insegni come si faccia il vino.
Tutti i provvedimenti del governo sembrano degli spot pubblicitari che millantano qualcosa che in realtà è l’opposto.
Tesi 3 – Una Sicilia Bella e martoriata…
Nel 2008 il centro – destra usciva forte del suo plebiscitario consenso con un governatore e allo stesso tempo leader e fondatore del Movimento per l’Autonomia che si presentava più forte del suo predecessore dimissionario (per via della sua condanna per Mafia). Ma i fatti hanno dimostrato il contrario: la crisi al governo regionale dura da due anni; circa un anno fa l’UDC era già fuori dal governo regionale e il gruppo parlamentare del PDL all’ARS si spacca in due gruppi: il gruppo dei cosiddetti “lealisti” e i cosiddetti “ribelli”.
Quindi il centro – destra siciliano non gode di quella salute che tutti pensano, ma anzi è molto frammentato al suo interno, ma il Partito Democratico non è stato capace di accentuare queste divergenze politiche e cavalcare questo cavallo di battaglia. Dallo scorso dicembre il nostro Partito appoggia dall’esterno il Governatore Siciliano dopo l’uscita dalla Giunta del PDL “Ufficiale”. Questa scelta porterà i giusti risultati? Una sola cosa possiamo sicuramente affermare il nostro Partito ha una responsabilità in più adesso. Non può più avere scusanti nella gestione governativa dell’Isola. La nostra Sicilia ha un terreno fertile per costruire un assetto economico e sociale moderno; anche la posizione geografica è favorevole, ci troviamo al centro del Mediterraneo e dopo l’entrata in vigore della Strategia di Lisbona il Mediterraneo torna ad essere il centro del mondo. I nostri porti commerciali (quello di Augusta in primis) dovranno tornare ad essere il centro degli scambi economici di tutta l’area mediterranea. Abbiamo un clima che ci permette di avere una agricoltura all’avanguardia 365 giorni l’anno ma purtroppo in questi anni l’agricoltura non è stata sentita come bene primario dell’Isola. Abbiamo gli idrocarburi e in particolar modo rivalorizziamo e convertiamo il Polo Industriale Siracusano come centro dell’Economia della nostra zona. Infine, ma sicuramente più importante, valorizziamo il turismo: abbiamo le più belle coste d’Italia, abbiamo un patrimonio artistico che il Mondo ci invidia. Il discorso sull’economia sicula vale soprattutto per la nostra provincia siracusana: la provincia di Siracusa è l’unica delle nove province siciliane ad avere tutti e tre i settori produttivi a cominciare dall’agricoltura della Zona Nord (con l’agrumicultura) e della Zona Sud (con gli ortaggi), passando per le Industrie dell’Hinterland Siracusano e concludendo per il patrimonio artistico – naturalistico, avendo tre siti dichiarati patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO (Siracusa, Pantalica e la Val di Noto). Ma per fare tutto questo c’è bisogno di imprenditori che vogliano investire e che abbiano le possibilità di investire. Inoltre c’è bisogno di una seria lotta alla criminalità organizzata che investa seriamente il nostro territorio e non, come diceva Sciascia, di creare una lobby di “Professionisti dell’Anti-mafia”. Passando per una seria politica urbanistica delle nostre città e costruendo le infrastrutture che servono a questa isola. Vogliamo ferrovie dignitose, vogliamo strade ed autostrade che ci permettano collegamenti veloci tra le varie città della Sicilia. Vogliamo la costruzione di una stazione ferroviaria all’interno dell’Aeroporto di Catania, cosa abbastanza semplice vista la presenza della Stazione di Bicocca molto vicina all’aerostazione.
Chiediamo inoltre al Governo Regionale l’approvazione di una Legge Regionale per il Diritto allo Studio, siamo una delle poche regioni che non si sono ancora dotate di tale strumento normativo. Questo permetterebbe di eliminare il sistema dei Buoni – Scuola e delle Una Tantum e creerebbe un sistema che aiutasse seriamente bisognosi e meritevoli. Speriamo che la riforma sanitaria dia i risultati sperati perché il Diritto alla Salute è un nostro diritto inviolabile e non possiamo morire di malasanità ogni giorno nei nostri ospedali. Per questo siamo scesi in piazza con forza lo scorso 7 novembre per chiedere l’apertura dopo 16 anni del nuovo ospedale di Lentini e siamo pronti a continuare a lottare per l’apertura in brevi termini per il suo vero fine e non per set cinematografico.
Speriamo che venga approvata la riforma sulla gestione dei rifiuti perché solo la raccolta differenziata fatta seriamente ci potrà permettere di avere una soluzione definitiva e concreta su questo grave problema che grava su tutti i comuni siciliani e su questo il Partito Democratico ha una grandissima responsabilità: fallire questo campo significa fallire la scelta fatta a fine dicembre.
Per questo la nostra regione ha le potenzialità per crescere, per diventare più forte ma ha bisogno delle nostre generazioni capaci di capire quali siano le vere istanze e di un gruppo dirigente che ci crei la strada e non ce la sbarri, che permetta di fare andare avanti a capaci e meritevoli. Ci vuole una classe dirigente che sappia coniugare LEGALITA’ e SVILUPPO.
Tesi 4 – Quale Lentini per oggi e per domani?
Il PD vive un’esperienza amministrativa poco felice in questa città, non si riescono ad approvare le delibere che veramente servono allo sviluppo economico e sociale di questa città. Un consiglio comunale che non funziona, che è diventato una sorta di discussione dei problemi dei singoli consiglieri comunali o dei singoli membri dell’amministrazione comunale.
Non possiamo accettare che si spendano 70.000 euro per un Carnevale di mezza giornata che non riesce a dare una vera educazione culturale e formativa, preferivamo che consistente somma venisse spesa per iniziative culturali di valore più forte e formativo.
Non capiamo il motivo per cui non sia stato emanato il bando per il Rinnovo della Consulta Giovanile di questa città, il quale mandato è scaduto a novembre 2009 e nei due anni della sua esperienza ha realizzato numerose iniziative come ad esempio la Carta Giovani, Il Forum dei Giovani dello scorso Novembre, etc…
Abbiamo avuto un’occasione storica per questa città: l’apertura della nuova autostrada SR – CT ci permette di essere la città più vicina all’aeroporto di Catania e non abbiamo saputo sfruttare questa grande opportunità creando le basi per la costruzione di strutture ricettive adeguate che permettano di raggiungere facilmente l’aerostazione e altri luoghi adeguati. La crisi agrumicola è diventata ormai una vera piaga per l’economia lentinese da anni, una crisi che colpisce sempre più braccianti e le loro famiglie sono costrette a galleggiare con il sempre più piccolo salario che percepiscono.
La classe politica lentinese non ha dato le risposte adeguate a questa città, non permette di vivere a noi giovani la nostra città: chiediamo più sicurezza nei luoghi in cui passiamo il nostro tempo libero, vogliamo stare al sicuro nei luoghi in cui viviamo tutti i giorni, nelle scuole e nei posti in cui passiamo il nostro tempo libero. Non ci sentiamo a nostro agio nella nostra città: vediamo continuamente soffocate le nostre aspirazioni e la nostra voglia di cambiare. Vogliamo una Lentini Normale, una Lentini che sappia coniugare Legalità e Sviluppo perché negli ultimi anni è passato il messaggio che solo abbassando la soglia della Legalità si potesse costruire Sviluppo. Non vogliamo il coprifuoco delle nostre vie ogni sera, vogliamo una città viva, una città che possa permettere di vivere dignitosamente ad ogni persona e in particolare ad ogni giovane. Chiediamo e vogliamo che si realizzino dei centri di aggregazione giovanile: centri che permettano di poter svolgere le loro attitudini a tutti i giovani evitando di cadere nella manovalanza della criminalità organizzata. Vogliamo utilizzare gli spazi pubblici inutilizzati, vogliamo che siano messi a disposizione della città e dei giovani di questa città. A dicembre è stato presentato un progetto per la realizzazione di un centro culturale giovanile dentro i locali dell’Ex – AIAS e dopo quattro mesi non abbiamo ricevuto nessuna risposta né negativa né affermativa.
Per tutto questo ci candidiamo anche a governare questa città, ci sentiamo capaci di farlo perché siamo capaci di capire le istanze dei giovani di questa città. L’esperienza di Saverio Bosco in consiglio comunale è un esempio per cominciare questo percorso di rinnovamento non solo anagrafico ma anche di idee all’interno del Palazzo Comunale, vogliamo che le scelte non si facciano per scellerati interessi personali ma per interessi collettivi che interessino soprattutto le fasce più deboli della popolazione lentinese.
Non vogliamo fare falsa retorica ma vogliamo impegnarci seriamente per creare una città che abbia un indice di vivibilità dignitoso e uno sviluppo adeguato per non fare emigrare sempre più giovani.
Per fare tutto questo abbiamo bisogno di coniugare le forze che abbiamo questa voglia in questa città: guardiamo con attenzione alle altre giovanili di Partito, alle forze sindacali e in particolare al Sindacato Studentesco della Rete degli Studenti che in questi anni si è distinta per le battaglie per gli studenti e non solo, penso alle associazioni giovanili e non solo. Vogliamo creare una rete di rapporti che ci permetta di creare qualcosa di concreto in questa città.
Per Lentini abbiamo bisogno di porre Legalità e Sviluppo al centro della nostra missione politica per creare uno sviluppo sostenibile che sia a misura di meritevoli e ognuno potrà avere il proprio compito in questa città.
