La nuova Alitalia è pronta a decollare...

La nuova Alitalia è pronta a decollare...

ROMA - Anche le maggiori sigle sindacali degli assistenti di volo ha firmato l’accordo della nuova Alitalia ma il commento di una delle sigle di categoria: “Si all’accordo ma “non c’é nulla da festeggiare”. E’ “un momento di dolore”. L’Avia commenta così l’accordo raggiunto a Palazzo Chigi sul piano di salvataggio per Alitalia. “E’ un atto fatto con responsabilità - dice il presidente Antonio Divietri - ma non c’é da esultare: un collega su tre va a casa. E centinaia e centinaia di colleghi saranno costretti a cambiare città per lavorare”. Per la sigla degli assistenti di volo non c’é quindi “alcuna allegria”, “e vanno considerati immotivati gli entusiasmi degli ultimi giorni” Non c’é “né trionfalismo né soddisfazione per come si è conclusa la vicenda”, aggiunge il coordinatore dell’SdL Fabrizio Tomaselli.

C’è stato un percorso difficile che è finito e la nuova Alitalia può decollare, chi ci guadagna non sono sicuramente i lavoratori ma sono sempre loro a perderci e chi ci guadagna sono sicuramente gli imprenditori che hanno investito nella CAI e nel progetto Fenice acquistando la compagnia a un prezzo sicuramente molto più basso di quello di mercato.

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Rischiano davvero di rimanere a terra

Rischiano davvero di rimanere a terra

ROMA - La CAI ritira l’offerta per l’acquisizione di Alitalia e adesso si profila davvero il fallimento della compagnia di bandiera italiana. Il governo italiano, con a capo il premier Silvio Berlusconi, ha dato la colpa a tutto questo per l’ostruzionismo del maggior sindacato dei lavoratori, della CGIL, ma il leader sindacale ha replicato chiedendo al governo di non cercare un capro espiatorio ma di assumersi le responsabilità di come hanno condotto la vicenda con le parti sociali. Debiti a carico dello stato e compagnia in mano a questa cordata, chi ci perde è sempre il contribuente e il lavoratore italiano. I lavoratori della compagnia continueranno a lavorare nell’interesse di tutti e il commissario straordinario Fantozzi ha iniziato l’iter della Cassa Integrazione per i lavoratori Alitalia, affermando che gli aerei voleranno finchè ci saranno i soldi.

Quale futuro per Alitalia?

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Stop alle trattative tra sindacati e la Cai, la nuova compagnia aera che dovrebbe subentrare alla Alitalia. «Dopo sette giorni» per la Cai, «non ci sono le condizioni per proseguire le trattative». Un duro stop, anche se non sembra ancora arrivato il momento della rottura formale nella difficile ricerca di una intesa con i sindacati. Per questo, la Cai «non parteciperà a nessun tavolo». In mattinata è stato fatto rientrare dalla sede della Magliana il team incaricato di svolgere il lavoro di due diligence legato all’offerta. La due diligence è stata interrotta, anche se l’offerta non è stata formalmente ritirata.

Il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini, ha fatto sapere che la disdetta dei contratti e l’avvio delle procedure di mobilità dei dipendenti Alitalia non è stata formalizzata, anche se è già stata annunciata. Per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, «la situazione è critica ma non definitiva», anche se «il margine di mediazione alle condizioni attuali credo sia esaurito». Il confronto resta ancora formalmente aperto. I sindacati lo hanno ribadito e la Cai, pur asserendo che non parteciperà a nessun tavolo, ha però precisato che non ha ritirato l’offerta.

Da indiscrezioni emergono i dettagli del piano di esuberi: 870 piloti, più 130 delle attività cargo da esternalizzare; 1.600 assistenti di volo. Tra ammortizzatori e esternalizzazioni i lavoratori coinvolti sono oltre cinquemila. Sul numero degli esuberi «i conti non tornano», ha detto il presidente dell’associazione degli assistenti di volo, Avia, Antonio Divietri, spiegando che «in Alitalia ci sono 21mila dipendenti come forza media puntuale, cioè gente che oggi è in produzione. Se il piano di Cai prevede di acquisire 11.500 dipendenti fra Alitalia ed Air One, i conti non tornano».

«Comincio a sospettare che il vero piano di Cai si quello di far fallire Alitalia», ha detto Giuseppe Caronia, segretario della Uil trasporti, che ha aggiunto: «Non si capisce infatti la loro ostinazione a rifiutare l’ampia disponibilità offerta dal sindacato con proposte incredibilmente vantaggiose che sono state buttate via». Poi ha ribadito: «vogliono farla fallire per raccoglierla con il cucchiaino e con condizioni più pesanti per i lavoratori».

«Vogliamo fare un accordo che rilanci l’azienda», ha spiegato il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, che ha osservato: «La nostra posizione è sempre la stessa». Il segretario della Uil ha aggiunto: «Sappiamo benissimo che ci sarà un problema di esuberi, sarà necessario un aumento della produttività con un maggior carico di lavoro per un minor numero di persone. Ma non riteniamo accettabile meno salario».

Il ministro del Lavoro ha indicato che il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi potrebbe avviare le procedure per la mobilità dei dipendenti «perché è tenuto a farlo». Intanto, il presidente di Cai Roberto Colaninno e l’ad Rocco Sabelli, l’ad di Banca Intesa Corrado Passera, ed il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi,si sono recati a Palazzo Chigi.

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