Riporto per intero l’editoriale di Carlo Nesti sulla riapertura del suo sito. Mi ha anche risposto con una email di ringraziamenti.

“Essendo arrivate centinaia e centinaia di e-mail, e siccome non ho la vocazione all’auto-castrazione, riapro il sito, inondato di affetto.

I problemi erano 3: la contestazione di pochi tifosi del Torino, l’atteggiamento di qualche dirigente della società, e le critiche rivolte all’arbitro di Torino-Lazio.

Vi assicuro che, per me, non esiste più alcun problema con i tifosi granata: l’episodio di quella domenica è morto e sepolto nella mia memoria, a fronte del vostro calore.

E vi assicuro che i rapporti con il Torino Calcio sono splendidi, e il conforto del presidente Cairo e dell’allenatore De Biasi graditissimo.

Il sito è rimasto chiuso, per una settimana, per 2 ragioni. La prima è che serve un segnale forte, davanti agli sportivi, perché venga accettata, finalmente, la figura del giornalista “imparziale”, e “non schierato”, come una figura “amica”, e non “nemica” dei tifosi.

La seconda è che, a causa delle critiche rivolte all’arbitro Gava, la mia posizione, all’interno della Rai, è “congelata” per una “pausa di riflessione”, che condivido.

Sicuramente ho sbagliato nell’adottare toni troppo accesi, ma vorrei si tenesse conto che, da 34 anni, sono riconosciuto come giornalista equilibrato e moderato. Se diventassi un “capro espiatorio”, cosa dovrebbe toccare ad altri, sistematicamente ingiuriosi?”

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Vogliamo che riapra il sito...

Vogliamo che riapra il sito...

Sono venuto a conoscenza della chiusura del sito di Carlo Nesti, per via di screzi con pseudo tifosi del Toro dopo il match con la Lazio. Con questo appello chiedo cortesemente di firmare tramite commento a questo post o tramite email ad antoninolandro@yahoo.it per fargli riaprire il suo sito, in quanto fonte attendibile di notizie e molto ordinato e ottimo nei contenuti. La firma di molti tifosi granata, sportivi, giornalisti, amanti di calcio potrebbe farlo tornare sui suoi passi. E’ un peccato distruggere uno strumento come quello di Carlo Nesti, soprattutto per la sua indiscutibile preparazione. Speriamo che le firme siano numerose. Grazie.

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AHI ahi mister Brunetta, questa non ci voleva. Dopo settimane di martellante campagna contro i fannulloni, gli sprechi, le consulenze da tagliare, i postulanti da rispedire a casa con un bel calcio nel sedere, nei pressi della scrivania del ministro si confeziona, con un lavoro di taglio e cucito, un bando su misura per acquisire la collaborazione di un giornalista su misura. Non c’è nulla che possa provare che il ministro della Funzione pubblica ne sia a conoscenza. Anzi è del tutto probabile che il taglio e cucito sia stato eseguito senza dar conto, per la modestia dell’incarico, al ministro.

E però fa un certo effetto sapere che il Centro nazionale per l’Informatica nella pubblica amministrazione, in sigla Cnipa, un ente pubblico che fa capo alla Presidenza del Consiglio ed è strettamente connesso al dipartimento della Funzione pubblica dove regna Renato Brunetta, per curare i rapporti con la stampa, promuovere l’immagine del centro e gli sforzi connessi alla digitalizzazione del sistema, abbia pensato di avvalersi di un giornalista con caratteristiche così lontane dal profilo di cui si richiede la collaborazione da apparire un bando davvero eccentrico.

I fatti. I dirigenti del Cnipa hanno bisogno di un giornalista. Non uno dei tanti, ma un tizio che sappia tutto di computer, navigato nei rapporti con gli enti pubblici. Giovane non necessariamente, anzi, per la verità, lo cercano esperto, piuttosto esperto. Il profilo “super senior” fa capire che c’è bisogno di un curriculum di vera eccellenza.

Anzitutto questo signore deve essere iscritto da almeno vent’anni all’ordine dei giornalisti. E vabbè. Da vent’anni il poveretto deve però anche aver frequentato la sala stampa del Parlamento. Perché proprio il Parlamento? Ha qualche legame il lavoro di cronista politico con la missione aziendale del Centro? Boh. Ma non è finita.

Il tizio, il super giornalista, deve anche essere stato iscritto per almeno dieci anni all’associazione della stampa parlamentare. Non è necessario, sembra di capire, che lo sia attualmente. Indispensabile che lo sia stato. Non basta. Il super super giornalista, con tessera parlamentare decennale e frequentazione ventennale a Montecitorio deve aver lavorato non in un giornaletto qualsiasi e neanche in un giornalone. Per vent’anni, naturalmente, dev’essere stato agli ordini di un’agenzia di stampa. Ma non una cosa così: un’agenzia di stampa “primaria”. E’ finita? Macché.

Al Cnipa non basta che per vent’anni abbia scarpinato come cronista di un’agenzia di stampa nel Parlamento, e per dieci anni abbia avuto anche la tessera di cronista parlamentare. Chiede che questo super eroe abbia consolidato anche un’esperienza “almeno ventennale” nella “direzione/consulenza/conduzione di relazioni esterne e uffici stampa”.

Ora facciamo due conti: vent’anni all’agenzia di stampa e vent’anni in un ufficio stampa fanno quarant’anni di lavoro. Dubbio (lecito): con quarant’anni di lavoro si avrebbe diritto alla pensione. Perché il Cnipa cerca un signore molto in là con gli anni piuttosto che un trentenne nato professionalmente nell’era di internet? Tenetevi il dubbio e proseguiamo.

L’amministrazione pubblica vuole consulenti talmente senior da esigere, in più, anche “un’esperienza decennale” di responsabilità nella gestione della comunicazione pubblica. Il giornalista da almeno cinque anni deve aver fatto questo lavoro presso amministrazioni pubbliche che si occupano di innovazione tecnologica. Chi in Italia si occupa di digitale? Ma il Cnipa, of course.

Se il vostro curriculum dovesse avere tutti i requisiti richiesti, non c’è dubbio. Tocca a voi. Ah, però dimenticavamo di aggiungere un’ultima necessità. Dovrete infine dimostrare di avere una esperienza “pluriennale” di collaborazione con giornali, immaginiamo nazionali, su temi riguardanti “l’economia e la finanza pubblica e privata”. Di sport no, siete liberi di essere incompetenti.

Accludete il vostro curriculum e inviatelo a procedurecomparativecollaboratori@snipa.it. Tutto scade tra pochi giorni: alle 16 del prossimo 2 ottobre. Due anni di lavoro, centomila euro l’anno lordi. Come dite? Il vostro curriculum ancorché eccellente non risponde ai requisiti richiesti? Non demoralizzatevi. Riprovate la prossima volta, sarete più fortunati. (repubblica.it)

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